ValdiPorro · Lessinia

Libro degli ospiti

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Questo è il libro degli ospiti del paese: lasciateci un saluto, un ricordo o un pensiero. Ci fa sempre piacere leggervi.
Vi chiediamo solo, con un sorriso, di non usarlo per pratiche del Comune o per comprare o affittare case e terreni: per quelle gli uffici competenti sapranno aiutarvi meglio di noi. Grazie di cuore!
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Le voci del libro degli ospiti

Patrizia mazoContrada Scaranta22 Agosto 2012 in 17:04

complimenti x questo nuovo sito!

Sono nata a roma ma mio padre e’ nato in questa casa… il 30 giugno 1923. Si chiamava Vittorio mazo figlio di cirino e rosa menegazzi. dopo molti anni questa proprieta’ e’ stata venduta a privatie, io vorrei avere piu’ notizie relative ad essa e ai miei avi. Ringraziandovi anticipatamente vi mando i miei saluti… patrizia mazo

ValdiPorroContrada Scaranta23 Agosto 2012 in 11:55

Grazie dei complimenti Patrizia.

Clicca questo link http://imageshack.us/photo/my-images/854/immaginehw.gif/ per avere chiarezza sul tuo albero genealogico da parte di tuo padre.

A quanto sembra, Tuo nonno Cirino, di Vittorio ne ha avuti 2.

Cio’ significa che il primo figlio dev’essere morto prima della nascita di tuo padre.

Le tue origini sono, prima della contrada Scaranta, della contrada Teldari e prima ancora della contrada Sponda. Oltre ai nomi comparsi nel file allegato, non mi sembra ci siano altri dati che ti possano essere interessanti per le tue origini.

Un fatto curioso che balza agli occhi è che tua bisnonna da parte paterna era sorella di tuo bisnonno da parte materna.

Ora nella Home ho messo un link con i tre libri completi dello Stato delle Anime. In questo modo è piu’ facile fare una ricerca delle proprie origini.

Purtroppo non ho nessuna info sulla casa. Se un giorno ne avrò le posterò qui.

Spero di esserti stato utile.

Un’amichevole saluto.

Gregorio

Patrizia mazoContrada Scaranta25 Agosto 2012 in 17:05

Grazie molto x le informazioni ricevute!

Patrizia mazoContrada Scaranta25 Agosto 2012 in 17:35

sono state esaustive !!!!!!!!!!

un saluto alla cara montagna!E naturalmente un saluto a te!

Francesco antonioFoto storiche28 Maggio 2014 in 22:32

foto interessanti non dovrebbero mai scomparire anche se sono

ricordi essi devono restare sempre impresse nelle nostre menti

sono un accanito collezionista di foto storiche e antiche le amo perche

sono sempre reperti storici

Grobberio pietroContrada Grobberi29 Luglio 2014 in 20:46

Dalle foto si vede dove abitavano i miei genitori………

P.S. ho ancora parenti a Valdiporro

Massella MargheritaFoto storiche25 Agosto 2014 in 14:35

nella foto con la cupola del campanile davanti alla chiesa ci sono mio nonno Bepi (Giuseppe Vinco primo a sinistra) e mia zia, la Simo..postina di Bosco!

Mia mamma è nata a Valdiporro!

ciao

Margherita

Giambattista GrobberioContrada Grobberi11 Ottobre 2014 in 09:59

sono stato l’anno scorso a visitare la bella contrada Grobberi

e sto tentando di ricostruire l’albero della mia famiglia

invito chi sia chiama Grobberio a scrivermi per mettere insieme i nostri ricordi – grazie – abito a Torino

Grobberio Giambattista

giamgro@libero.it

RenatoContrada Mandria7 Ottobre 2016 in 13:07

Con i miei genitori, i fratelli e le sorelle abbiamo trascorso le vacanze estive presso la famiglia di Orazio Vinco e Giulia Pezzo negli anni del ginnasio e del liceo 1948-1953. In uno di quegli anni, forse il 1950 o 1951 Orazio diede mano al restauro della cappella di ringraziamento fatta eseguire dalla madre per il ritorno dei figli sani e salvi dalla grande guerra.

In quella occasione Orazio mi chiese di disegnare una rosa sotto la dedica, ma essendo lui impegnato nella raccolta dei fieni presi martello e scalpello e sul disegno realizzai il bassorilievo della rosa e del bocciolo, poi (presoci gusto) scrostai, restaurai e ridipinsi la statua della Madonna e ridipinsi la volta della cappella inserendoci qualche stella.

Qualche anno fa (ormai vivo a Cagliari definitivamente dal 1963) sono passato per Valdiporro e ho rivisto la cappella e riconosciuto il bassorilievo da un errore dovuto alla mia inesperienza nel trattare il marmo e rimediato con un piccolo accorgimento che mi consenti di riconoscere la mia piccola opera d’arte.

Giorgio ChelidonioContrada Sponda de Qua'7 Luglio 2019 in 18:07

E la croce scolpita in bassorilievo? Ieri il proprietario ci ha detto che i segni sono “arabi” e che forse ci abitava (quando?) un migrante arabo….mah…forse è stufo di sentirselo chiedere

ValdiPorroContrada Sponda de Qua'9 Luglio 2019 in 14:11

Buongiorno Giorgio

è davvero molto difficile immaginare che in un luogo tanto remoto e cristiano, possa essersi stabilito un arabo.

Ancor più difficile è immaginare che lo stesso abbia inciso lettere arabe su una croce cristiana.

L’unica cosa certa è la data in basso: 1720

Cordiali saluti

DANIELContrada Grietz30 Gennaio 2021 in 19:07

Il più bel posto di montagna del mondo intero

FrancescoRingraziamenti20 Ottobre 2023 in 19:34

Bello mia mammà è nata e vissuta a val di porro

CinziaContrada Ucchesi24 Marzo 2024 in 22:45

Ciao,

io sono figlia di Ennio Scardoni, mio nonno Adelio e i suoi figli Ada, Franco e Nereo oltre a mio padre sono nati in contrada Ucchesi.

Con mio marito e i miei figli abbiamo trascorso innumerevoli estati in montagna.

Un posto magico dove corre sempre il mio desiderio di tornare quando sento il bisogno di tranquillità assoluta.

Poesia segnalata da un visitatore

El Monsignor

di Giuseppe Masini

Na gran tònega, longa, nera,
con de sora na macia bianca
de cavéi e du ocialéti
da le lente grosse, che paréa
mandar in giro lampi de luce:
la tònega se movéa
come na gran vela sbatùa
dal vento, quando el caminava
col so passo da montanar,
avanti e indrìo tuto intorno
ne la so bela cesa nova,
sempre con in man el rosario
e ci sa che pensieri par la testa.
Come el te rivava darénte,
te vedéi na facia larga,
bianca e rossa come quela
d’un butìn e du oci azuri
che i te sghimava in pressia
par tornar de colpo a guardar
par aria o da n’altra parte:
ma te eri sicuro che lu
el t’avéa conussù ben,
anca se l’era mezo orbo.
Quando el parlava dal pulpito,
con n’eloquenza che te tegnéa
sempre svéio e atento
e la paréa un torente in piena,
tonando con pecati e pecatori
o parlando de la so Madona,
el g’avéa na parola che sgrafava
come la raspa d’un falegname,
ma soto gh’era tuto el so amor
par noaltri e le nostre faméie,
gh’era el so cor più grande
de le so bele montagne,
gh’era la preocupaziòn
de far rigar drito un grege
che ogni tanto paréa sbandar.
Se po’ te ghe parlavi insieme
de le to cose, di to problemi,
te capivi che soto quela scorza
rustega gh’era na bontà
da santo del Paradiso
sempre pronta a darte na man.
El magnava gran scudéle
de pan e de café late,
ma da le çinque de la matina
a le nove de la sera
l’era sempre al laòro,
in giro par le case del paese
a benedir, scoltar, consolar,
in cesa a pregar, confessar,
o nel so uficio a lezar
con na lenta grossa come un panin,
a scoltar òmeni e done
con tuti i so problemi,
a insegnarghe un po’ de latin
a buteléti che no podéa
pagarse la lezion di professori.
Quando l’è rivà el momento,
el s’à ritirà da solo
parché el voléa prepararse
par andar là sù, dove gh’era
a spetarlo la Domenica
con tanti parenti e amizzi
e, quando l’è stà la so ora,
l’è partio sereno e tranquilo.
Caro Don Pezzo, mi volarìa
che ste parole le rivésse
fin a ti, là de sora,
par dirte che, anca se qualche olta
te n’è tirà forte le rece,
noaltri volémo ringraziarte
par quel che te n’è insegnà,
par tuto quel che te n’è dà,
par dirte che ti te saré
sempre el nostro “Monsignor”!

Fonte: centrostudiricerche.wordpress.com