Contrada Dossetti

La contrada Dossetti ora è conosciuta come malga, ma un tempo, quando le abitazioni erano tutte completamente riempite, le malghe erano uno “sfogo abitativo” ottimale per chi le possedeva. 

La posizione offre uno splendido panorama a 360° ma espone ai venti la malga che però non presenta finestre sul lato est: il più esposto alle bufere di neve. 

La prima costruzione, come si può vedere, era già stata pensata per ospitare fienile, stalla e casa. O meglio, casa, stalla, fienile e baito. Infatti nel retro della casa c’è una stanza adibita alla stagionatura dei formaggi. 

Più tardi si sono costruiti, baito più grande, porcilaie e un supplemento di stalla. Ora, tutta la parte pianoterra è in uno stato di totale abbandono. Al piano superiore troviamo i supporti per le spanarole che servivano a togliere la panna del latte per fare il burro. Troviamo anche la camera ancora in discrete condizioni e usata fino al 1985 nel periodo estivo daimalgari che rimanevano fissi tutta la settimana e scendevano solo la domenica per la messa. Sempre al piano superiore c’è uno splendido Rosone esagonale scolpito interamente da un’unica pietra. Lo stesso rosone è riproposto in legno alla fine della navata. 

Guardando la struttura esternamente, si notano le enormi laste (pietre di copertura) del peso di 2.000 Kg l’una e non si fa a meno di chiedersi come sia stata possibile la loro posa, in tempi così remoti e con mezzi così limitati. Come tutte le strutture lontane da sorgenti naturali, c’è una teoria di grondaie che raccolgono l’acqua in un grande pozzo. 

Più a ovest incontriamo un’altra costruzione più datata di questa. Il suo nome è anche il modo in cui, vengono chiamate le cornacchie: GrolaLa Grola è stata costruita intorno al 1650. Su tre piani totali, stalla, fienile e ricovero per i malgari all’ultimo piano. Successivamente è stato ampliato il tutto. ed è stato fatto un pozzo con uno splendido arbio ricavato da un unico monolito di pietra. A valle la solita pozza con l’acqua per le vacche.

Stato della Anime

 


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